Da Energy un brevetto per rivoluzionare le CER
Energy S.p.A. ha brevettato un nuovo metodo destinato a portare un cambio di paradigma nella ripartizione energetica all’interno delle CER.
Energy S.p.A. ha brevettato un nuovo metodo destinato a portare un cambio di paradigma nella ripartizione energetica all’interno delle CER.
Nel contesto delle Comunità Energetiche Rinnovabili, una scadenza rilevante è il 30 giugno 2026: entro questa data si concentra la fase di definizione e assegnazione degli incentivi PNRR, dopo la quale i progetti entrano nella fase esecutiva con orizzonte ultimo fissato a dicembre 2027.
Negli ultimi anni, il modello teorico delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si è basato sull’idea di aggregare molte risorse distribuite - impianti fotovoltaici domestici, sistemi di accumulo, pompe di calore, veicoli elettrici - appartenenti ai diversi membri della comunità. In questa configurazione, produzione e consumo dovrebbero tendere a bilanciarsi localmente, creando un sistema energetico diffuso e condiviso.
Nella pratica, però, molte CER oggi si sviluppano attorno a un unico grande impianto fotovoltaico a servizio di più utenti consumatori, spesso senza una presenza significativa di accumuli distribuiti. In questi casi, l’integrazione di un BESS può aumentare l’utilizzo dell’energia fotovoltaica anche nelle ore serali, migliorando l’autoconsumo della comunità. Rimane però aperto il tema dell’equa distribuzione dei benefici: senza criteri trasparenti alcuni membri rischiano di beneficiare più di altri.
In questo contesto si inserisce un’impostazione differente, sviluppata da Energy.
Il brevetto dell’azienda, attestato ad aprile 2026, introduce infatti un modello che l’azienda definisce V-DER, acronimo di Virtually Distributed Energy Resources. Il principio non è più quello di partire da una molteplicità di risorse distribuite, ma da una risorsa centralizzata per distribuirne in modo dinamico e misurato i benefici tra i membri della comunità. Un impianto fotovoltaico di grande scala, abbinato a uno o più BESS installati in un unico punto fisico, viene “virtualmente suddiviso” in quote energetiche assegnate ai singoli utenti.
Il funzionamento si articola su più livelli. Alla base vi è un unico grande sistema di accumulo integrato con produzione fotovoltaica, installato al servizio della comunità in un punto fisico condiviso. Ogni membro riceve una quota virtuale di capacità e potenza, in kWh e kW, che rappresenta la propria disponibilità energetica all’interno del sistema. Tale quota non corrisponde a un asset fisico installato presso l’utente, ma a una porzione logica della capacità complessiva del sistema centralizzato.
La gestione operativa è affidata a una piattaforma software che coordina in tempo reale l’utilizzo dell’energia, ottimizzando l’equilibrio tra produzione fotovoltaica, stato di carica e fabbisogni della comunità. La batteria non viene controllata dal singolo utente, ma lavora come infrastruttura collettiva, per massimizzare l’autoconsumo complessivo e ridurre gli scambi meno efficienti con la rete elettrica.
Un elemento centrale del modello riguarda la misurazione dei flussi energetici e la loro successiva ripartizione. Il sistema non si basa su stime o profili teorici stilati dal GSE, ma su dati reali di utilizzo. A fine giornata, o su finestre temporali definite, viene calcolato il contributo effettivo di ciascun membro alla flessibilità complessiva della comunità, con una conseguente allocazione dei benefici e dei costi. Il principio dichiarato è quello di una “equità misurata”, in cui la distribuzione dei vantaggi energetici è proporzionale al comportamento reale degli utenti.
Questo approccio amplia la platea di chi può aderire a una CER, consentendo l’ingresso anche a utenti che non dispongono di spazi fisici idonei a impianti fotovoltaici o batterie domestiche.
La quota energetica virtuale diventa così una forma di accesso alla produzione condivisa, indipendente dalla disponibilità di infrastrutture private.
Dal punto di vista economico, la centralizzazione dell’accumulo consente inoltre una riduzione dei costi unitari rispetto a scenari basati su molte installazioni distribuite. La gestione collettiva della batteria ne ottimizza inoltre l’utilizzo, riducendo il degrado da cicli frammentati. Si aggiunge un impatto ambientale decisamente più contenuto: un solo sistema richiede meno materiali e risorse rispetto alla diffusione di numerosi impianti di piccola taglia, riducendo anche le attività di manutenzione, sostituzione e smaltimento distribuite sul territorio.
Sul piano tecnologico, il sistema si integra con le principali piattaforme di gestione energetica e con i futuri mercati dei servizi di rete.
In questo scenario, la presenza di un sistema digitale di gestione delle quote consente alla comunità in futuro, la fornitura di servizi alla rete.
Per chi assume il ruolo di fornitore energetico della CER, le possibilità si ampliano: il modello consente di ottimizzare i costi di fornitura ai clienti-membri e di misurare con trasparenza il contributo di ciascuno agli obiettivi collettivi, oltre che ai consumi individuali.
La trasformazione, infine, non riguarda solo la tecnologia: quando i membri scambiano virtualmente energia tra loro e sono remunerati per il proprio contributo, l’interesse a cooperare prevale su quello di competere con installazioni individuali.
Ma la trasformazione non riguarda soltanto la tecnologia. Quando i membri scambiano virtualmente energia tra loro e sono remunerati per il proprio contributo, l’interesse a cooperare prevale su quello di competere con installazioni individuali che, ottimizzando L'obiettivo del singolo, de-ottimizzano quello comunitario. È qui che prende forma il vero senso di una CER.
Altre news
Energy SpA main sponsor della 4ª edizione di PiazzAsiago
Energy S.p.A. è main sponsor della quarta edizione di PiazzAsiago, la rassegna politica, economica e culturale in programma ad Asiago dal 1° al 5 agosto, condotta da David Parenzo e Alessandro De Angelis.
GreenTour 2026: 109 milioni di euro per la sostenibilità delle imprese turistiche
Il nuovo bando gestito da Invitalia sostiene gli investimenti delle imprese turistiche in innovazione, efficienza energetica e fonti rinnovabili. Tra gli interventi finanziabili rientrano anche i sistemi di accumulo BESS.
Davide Tinazzi eletto Vicepresidente di ANIE Rinnovabili con delega ai sistemi di accumulo
Davide Tinazzi, CEO di Energy, è stato eletto Vicepresidente di ANIE Rinnovabili con delega ai sistemi di accumulo, rafforzando il ruolo dell’azienda nello sviluppo di tecnologie innovative per la transizione energetica e nel panorama nazionale delle energie rinnovabili.